A pochi giorni dal voto, PinC rende noti i risultati del questionario proposto sul web, finalizzato a capire “quanto ne sappiamo” sulle prossime votazioni,e  con l’obiettivo di sensibilizzare gli elettori ad informarsi prima di andare a votare.

PinC ha sempre sostenuto la necessità di votare “informati” e con coscienza.

Il questionario, infatti, non era finalizzato a conoscere l’orientamento politico degli intervistati, ma a capire quanto i partecipanti fossero pronti ad andare a votare, quante e quali informazioni erano in loro possesso, con lo scopo ultimo di accendere la curiosità negli intervistati poco informati per far sì che potessero andare alla ricerca delle informazioni mancanti.

Circa 250 persone hanno partecipato al nostro test, con oltre il 50% dei partecipanti racchiusi nella fascia d’età 18-30 anni.

I partecipanti, inoltre, hanno dimostrato una indiscussa voglia di essere informati, con oltre l’80% che si informa almeno una volta a settimana. L’informazione arriva principalmente dal web, seguito a ruota da TV e giornali. Meno del 10% ne parla in casa o con gli amici.

Entriamo ora nel merito delle domande più specifiche.

Se l’80% degli intervistati conosce il nome dato al nostro nuovo sistema elettorale, meno della metà sa quante sono le liste candidate a questa tornata elettorale.

Le domande successive, invece, erano finalizzate a capire quanto gli intervistati fossero pronti ad andare a votare e con che livello di formazione ed informazione.

Il 95% degli intervistati andrà a votare, e questo ci fa ben sperare in un eventuale riduzione dell’astensionismo, piaga del nostro tempo.

 

E se il 75% sa già per chi votare, meno della metà degli intervistati, mediamente, ha raccolto sufficienti informazioni circa candidati e programmi.

I grafici successivi, infatti, mostrano come hanno risposto gli intervistati alle domande specifiche riguardanti candidati e programmi.

L’ultima domanda riguardava le priorità del Paese, indipendentemente dalla presenza o meno di queste opzioni nei vari programmi.

Occupazione e crescita economica ai primi posti, migranti sicurezza e diritti civili alle ultime posizioni.

L’ultima riflessione interessante riguarda le risposte aperte in merito alle priorità non elencate tra le opzioni possibili. Due sono quelle maggiormente indicate:

  1. Ambiente
  2. Lotta all’evasione

In conclusione, un’analisi per contestualizzare i dati raccolti.

Chi ha partecipato al questionario era già interessato alle vicende politiche, lo dimostra il fatto che il 95% dei partecipanti dichiara che andrà a votare ed un’alta percentuale sa già per chi votare. Ma questa alta percentuale di votanti non si è adeguatamente formata. Non conosce i candidati, non ha letto i programmi, non sa quante liste ci sono, non si sente rappresentata dai partiti e dai candidati.

Cosa significa tutto ciò? Pensiamo che la Politica si allontani sempre più dalle persone; mancano i presidi politici sul territorio, mancano le scuole politiche dove i giovani possano avvicinarsi per provare a “capire” la politica.

La politica sembra sempre più diventare polemica sterile, luogo di scaramucce, recriminazioni, e sempre meno luogo di scambio culturale, di crescita morale.

Eppure, la voglia di essere parte attiva nella vita politica del Paese sembra non essere morta, soprattutto tra le nuove generazioni. E allora l’invito questa volta che vogliamo fare non è ai politici, affinché si inverta questa tendenza, ma ai cittadini: interessiamoci alla politica, partendo dal nostro territorio, puntando in alto.

Riprendiamoci la voglia di fare politica, usiamo correttamente i nostri diritti: VOTIAMO!